Dizionario del cittadino
Lemma
   

 

 

ARTICOLO 27

La responsabilità penale è personale.
L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.


Ognuno risponde penalmente dei propri comportamenti e non del fatto di altri (anche un genitore, il cui figlio minorenne abbia commesso un atto che per la legge è reato, non ne risponde, mentre potrà essere chiamato a risarcire il danno. Naturalmente, il genitore potrà essere ritenuto colpevole, anche penalmente, se ha favorito per dolo o colpa l'atto delittuoso).
Il principio della presunzione di innocenza, affermato nel secondo comma, è spesso dimenticato dall'opinione pubblica e dai mezzi di informazione (con la perversa abitudine di ""sbattere il mostro in prima pagina""). Tanto più che, per lo stesso condannato, dovrebbero essere previste misure per favorirne il reinserimento nella società, una volta scontata la pena (una volta abolita quella di morte, tanto definitiva da escludere ogni ravvedimento).

Carcere; Diritti civili; Ergastolo; Forze armate; Legge Gozzini; Pena di morte; Potere legislativo.