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L'Assemblea Costituente

"Dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali saranno scelte dal popolo italiano che a tal fine eleggerà a suffragio universale, diretto e segreto, un'Assemblea Costituente per determinare la nuova Costituzione dello Stato." (art. 1 - D.L.L. n. 151, 25.6.1944)

Il 2 giugno 1946 furono convocate le elezioni per deliberare:

- sulla forma istituzionale dello Stato (cioè repubblica o monarchia);

        - per eleggere i deputati della Costituente (formata da 556 componenti).

       

Vinse la repubblica, con il 54,3% dei voti.

Per poter procedere alla stesura della Costituzione nella maniera più efficace, si pensò che fosse meglio incaricare un gruppo più ristretto di persone e predisporne uno schema. Questo schema sarebbe poi stato discusso e votato da tutta l'Assemblea Costituente.

Fu così composta una Commissione formata da 75 deputati, scelti su indicazione dei vari gruppi parlamentari ed eletti in modo proporzionale al numero dei componenti dei vari gruppi. La prima riunione fu tenuta il 20 luglio 1946 e ne fu eletto Presidente Meuccio Ruini.

La Commissione a sua volta si divise in sottocommissioni: la prima sui diritti e doveri dei cittadini, la seconda sull'ordinamento costituzionale della Repubblica, la terza sui diritti e doveri economico-sociali. Ciascuna sottocommissione lavorò separatamente.

Il 31 gennaio 1947 il progetto fu presentato all'Assemblea Costituente accompagnato da una relazione del Presidente.

La discussione durò otto mesi, dal 4 marzo al 22 dicembre 1947.

La Costituzione venne approvata e fu promulgata il 27 dicembre 1947; in base alla XVII disposizione finale, entrò in vigore il 1° gennaio 1948.