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Il sistema economico collettivista

Il primo sistema collettivista (o a economia pianificata) è stato realizzato nella ex Unione Sovietica, in conseguenza della rivoluzione avvenuta nel 1917 grazie alla quale la Russia si trasformò in uno Stato socialista.

Le caratteristiche più importanti di questo sistema sono le seguenti:
  - viene abolita la proprietà privata dei mezzi di produzione, con la conseguenza che i privati (famiglie e imprenditori) non possono sviluppare nessun tipo di iniziativa economica;

 
  - i mezzi di produzione appartengono solo allo Stato, che perciò deve organizzare tutta l'attività di produzione, consumo e distribuzione;

 
  - per realizzare questo complesso risultato viene predisposto un piano economico da sviluppare in più anni in cui ogni decisione viene presa da un organismo apposito (nella ex Unione Sovietica si chiamava Comitato per la pianificazione).

 
La pianificazione centralizzata ha parecchi limiti; eccone alcuni:
      - è difficile prevedere esattamente i livelli di produzione che otterranno i vari settori produttivi;
      - i beni prodotti possono non corrispondere ai bisogni dei consumatori;
      - poiché tutti lavorano per lo Stato e non per sé, gli individui sono poco incentivati a raggiungere risultati migliori.
Quasi tutti i sistemi collettivisti si sono dimostrati di difficilissima gestione: l'inefficienza e l'improduttività hanno generato sempre maggiore malcontento fra i cittadini e hanno contribuito a porre fine a questa esperienza in quasi tutti i Paesi europei verso la fine degli anni Ottanta.