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I diritti inviolabili dell'uomo

Nell'art. 2 si trova il solenne riconoscimento dei diritti inviolabili dell'uomo nei confronti dello Stato. Con esso viene affermato il principio che persino il potere sovrano si deve arrestare davanti a questi diritti della persona, al contrario di quanto avviene negli Stati totalitari, dove le esigenze del singolo vengono sempre messe in secondo piano rispetto a quelle statali.

Nell'art. 2 si dichiara che:

- la Repubblica
quindi non solo lo Stato in senso stretto, ma anche tutti gli enti pubblici territoriali (le Regioni, le Province, i Comuni) che collaborano con esso;

- riconosce e garantisce
riconoscere significa accettare qualcosa che già c'è, diritti che non sono creati dallo Stato ma che esistono indipendentemente da esso; si ritrovano in queste parole i principi della teoria detta del "Diritto naturale", che sostiene che ogni uomo possiede sempre, in quanto essere umano, alcuni diritti (ad esempio: alla vita, al rispetto della sua persona fisica e della sua dignità) e che lo Stato non puņ per nessun motivo negarglieli;

- i diritti inviolabili
inviolabili non significa che lo Stato non possa in alcuni casi limitare questi diritti (infatti la Costituzione pone dei limiti nel regolamentare le varie libertà), ma che tali limitazioni debbono essere fatte con atti aventi valore di legge;

- dell'uomo
il riconoscimento è garantito a tutte le persone che hanno a che fare con il nostro Stato, non soltanto ai cittadini italiani;

- sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità
sono soggetti di questi diritti anche le organizzazioni e associazioni di cui gli individui fanno parte: la famiglia, i partiti, la scuola, i sindacati ecc. Queste associazioni "intermedie" sono quindi tutelate nella libertà di organizzarsi e di perseguire la loro finalità. Anche in questo si vede il superamento della concezione tipica dello Stato liberale, che vedeva la società formata unicamente da tanti individui singolarmente considerati a cui si contrapponeva lo Stato.

Una negazione molto evidente dei diritti dell'uomo fu attuata dai regimi nazisti e fascisti contro cui fu combattuta la Seconda guerra mondiale. Per far sì che questa situazione non si potesse ripetere, nel 1948 l’Assemblea generale dell’ONU ha approvato la "Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo" con lo scopo di impegnare tutti gli Stati che vi hanno aderito a far valere nei loro ordinamenti giuridici questi principi.
A questo proposito puoi visitare il sito dell'ONU, in cui potrai navigare per trovare altri siti utili.

 

 
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