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La famiglia

Quello della famiglia è un tema che lo Statuto Albertino non trattava, lasciando la regolamentazione della materia a norme contenute nel Codice civile. Il  fascismo contribuì a conservare una concezione gerarchica della famiglia, con il predominio assoluto dell'uomo. Questa concezione gerarchica dei rapporti familiari corrispondeva infatti al tipo di organizzazione che il fascismo voleva dare a tutta la società.
I principi introdotti dai Costituenti sono stati molto innovativi per la mentalità del tempo.
Ma prima di esaminare come viene regolato il tema, leggi quanto stabilito dalla Costituzione all'art. 3.

Il principio che ispira gli articoli dedicati dalla Costituzione alla famiglia è quello della

- Uguaglianza morale e giuridica fra coniugi

Anche se con molto ritardo rispetto all'entrata in vigore della Costituzione, nel 1975 sono state cambiate le disposizioni relative a questo tema contenute nel Codice civile. Il marito non è più il capo famiglia e i coniugi hanno gli stessi diritti e doveri: in particolare hanno il diritto-dovere di educare-istruire-mantenere i figli.

Uguale tutela per i figli legittimi (cioè nati da genitori sposati fra loro) e quelli naturali.

L'art.29 contiene poi il:

- Riconoscimento della famiglia come società naturale, cioè come un nucleo di persone che si formerebbe anche se lo Stato non ci fosse. Dato che in essa si formano gli individui, è importante riconoscere i diritti di questa prima cellula della società. Il tipo di famiglia che viene tutelato è quello che si presenta come più stabile, cioè quello fondato sul matrimonio. Quando due persone convivono stabilmente ma non sono sposate (situazione oramai molto diffusa nella società) vengono definite "famiglia di fatto"; i loro figli godono degli stessi diritti di quelli delle famiglie legittime.

La famiglia è, inoltre, una di quelle organizzazioni in cui l'uomo vive e in cui (in base a quanto disposto dall'art.2 Cost.) debbono venirgli riconosciuti i diritti fondamentali; i più deboli all'interno della famiglia sono i figli minorenni, e a loro favore viene garantito il diritto all'educazione e all'istruzione; se i genitori non ne sono capaci, dovrà intervenire lo Stato.

Infine l'art.31 contiene l'impegno dello Stato a garantire, con l'uso di risorse pubbliche, agevolazioni economiche a favore delle famiglie. Dato che la famiglia viene considerata una cellula fondamentale della società, lo Stato si impegna solennemente a sostenerla per aiutare i coniugi e rendere meno gravosi i loro doveri; alcuni esempi ne sono: le detrazioni fiscali per carichi di famiglia, gli assegni familiari, la creazione di scuole pubbliche, di consultori familiari, di asili nido. La spesa pubblica cosė investita costituisce uno dei modi in cui lo Stato democratico interviene nel sistema economico per realizzare le finalità di benessere collettivo.