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I diritti soggettivi
Le regole giuridiche esistono perché nella società ci sono molti interessi in contrasto: se non ci fosse qualche criterio per decidere chi ha ragione e chi ha torto, ciascuno di noi dovrebbe girare armato per difendere se stesso e i propri averi.
   
Così le regole scelgono:
- di riconoscere e proteggere un certo interesse (diritto);

- di obbligare gli altri a rispettarlo.
Se l'interesse protetto è di tipo economico, si dice che il diritto è patrimoniale, in caso contrario è definito non patrimoniale.
L'interesse a vedersi restituire i soldi prestati è tutelato con un diritto patrimoniale.
L'interesse a essere riconosciuto come l'autore di un certo romanzo è tutelato da un diritto non patrimoniale.
Un'altra distinzione utile è quella fra i diritti che si fanno valere nei confronti dello Stato o di un altro ente pubblico (diritti pubblici) e quelli che invece hanno come destinatario un soggetto privato (diritti privati).

I diritti pubblici sono diritti riconosciuti soltanto negli ultimi secoli, quando i sudditi si sono trasformati in cittadini, sono cioè riusciti a conquistare dei diritti nei confronti dello Stato e a farli mettere "nero su bianco" nelle Costituzioni.

I diritti privati hanno una storia lunga alle spalle e risalgono talvolta addirittura ai Romani. Sono i diritti che riguardano un po' tutti e che usiamo nella vita di tutti i giorni, spesso senza rendercene conto, per esempio il diritto di proprietà, il diritto di credito, i diritti di famiglia, il diritto alla incolumità fisica.