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L'interpretazione delle norme
Le norme giuridiche sono costituite da frasi che:
- individuano le situazioni che il diritto vuole regolare;

- ordinano come ci si deve comportare.
Queste frasi scritte nei testi legislativi sono usate dai cittadini, dagli studiosi del diritto, dai Giudici, dall'amministrazione dello Stato, insomma da tutti coloro che ne sono in qualche modo coinvolti.
Per tutti è importante capire a fondo il comando della norma e in quali situazioni il comando vada applicato. Questa attività, che si chiama interpretazione, va fatta rispettando apposite regole contenute nel Codice civile.
   
Ricorda però che le norme fanno parte di un sistema, cioè dell'ordinamento giuridico: non possono essere veramente capite se non sono "lette" (comprese) insieme a tutte le altre. L'interpretazione puņ essere fatta da soggetti diversi:
- dagli studiosi del diritto (dottrina); in questo caso, il risultato dell'interpretazione non è obbligatorio per nessuno;

    - dai Giudici (giurisprudenza); questa interpretazione è contenuta nella sentenza del Giudice e sarà obbligatoria solo per le parti del processo;

   
    - dal legislatore, cioè attraverso una fonte del diritto (almeno di pari grado rispetto a quella ove la norma è contenuta); questa interpretazione è detta "autentica" ed è obbligatoria per tutti.

   
E se non ci sono norme utilizzabili per una data situazione?

Questo problema può presentarsi quando un Giudice si vede sottoporre una situazione concreta a cui non è applicabile nessuna norma giuridica apposita. Il Giudice non può comunque rifiutarsi di giudicare ed è obbligato a risolvere il caso usando l'analogia, cioè l'applicazione di norme destinate a casi simili.
E se ci sono casi simili?
Dovrà fare riferimento ai principi generali dell'ordinamento giuridico.