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La
Magistratura
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Le
norme giuridiche servono a permettere
che la vita delle persone che vivono in uno Stato sia il più
possibile pacifica: esse fissano determinati comportamenti, riconoscono
diritti, impongono obblighi per evitare che gli individui ricorrano
alla forza per affermare i propri interessi.
Quando le norme non vengono rispettate, è necessario che
ci sia un'organizzazione competente e imparziale incaricata di decidere
se una data norma sia stata effettivamente violata oppure no, e
in caso affermativo applichi le punizioni (sanzioni) previste. Questa
organizzazione si chiama Magistratura e ha il compito di
amministrare la giustizia.
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Dalla
nascita dello Stato italiano e fino alla
caduta del fascismo, il Ministro di Grazia e Giustizia poteva in
pratica comandare ai Pubblici Ministeri (che a nome dello Stato
perseguono i reati) di essere molto severi nel mettere sotto accusa
i cittadini per alcuni tipi di reati (per esempio gli scioperi)
e poteva invece ordinare di ignorarne altri, magari quelli commessi
da uomini vicini al Governo.
Rispetto
ai Pubblici Ministeri, i Giudici avevano una posizione più
indipendente, ma per tutto ciò che riguardava la loro carriera,
la loro sede di lavoro, i provvedimenti disciplinari, era sempre
il Ministro di Grazia e Giustizia a prendere in pratica le decisioni,
e attraverso l'utilizzo di questo suo potere influiva sui loro giudizi.
Durante il fascismo furono rafforzati questi strumenti di controllo
della Magistratura e fu introdotto un Tribunale speciale (formato
da fedeli del regime fascista) che aveva come scopo la repressione
di quanti si opponevano al fascismo.
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Tutto
questo spiega perché il fine che si propongono complessivamente
gli articoli dal 101 al 113 della Costituzione sia quello di:
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assicurare
l'indipendenza della Magistratura dagli altri organi e in particolare
dal potere esecutivo. |
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In
questo modo i cittadini sono tutelati dalla Magistratura, che ha
come compito esclusivo quello di applicare
ai casi concreti
le norme giuridiche in vigore.
Questo
risultato è stato ottenuto introducendo i seguenti principi:
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È
stato inoltre istituito un organo nuovo, il Consiglio superiore
della Magistratura, con il compito di decidere tutti i provvedimenti
relativi alla carriera e alle sanzioni disciplinari per i Magistrati.
Questo organo è detto di autotutela dei magistrati perché
è formato per i 2/3 da membri eletti dai Magistrati stessi
e per 1/3 dal Parlamento; ne è presidente il Presidente
della Repubblica.
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