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Le
Regioni
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Le
Regioni sono "un'invenzione" della Costituzione: prima,
infatti, erano esistite solo dal punto di vista geografico, come divisione
del territorio. Con gli articoli della Costituzione che vanno dal
114 al 133 è stato realizzato un nuovo ente pubblico
territoriale che si è aggiunto ai Comuni e alle Province. |
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Queste
nuove organizzazioni sono state pensate come uno strumento molto importante
per trasformare l'Italia da Stato centralizzato
in uno Stato che "riconosce e promuove le autonomie"
(art.5): si tratta di un
grosso cambiamento di tendenza per il nostro Paese, che fin dal suo
nascere era stato organizzato in maniera centralizzata, e
che aveva ancor di pił accentuato questa tendenza sotto il regime
fascista.
Negli ultimi anni, tuttavia, l'organizzazione territoriale delineata
dalla Costituzione è apparsa insufficiente. Così, dopo
ampio dibattito nel Paese, il Parlamento ha modificato in modo integrale
il contenuto degli articoli del titolo V della parte seconda della
Costituzione. La legge costituzionale 18 ottobre 2001 n.3,
oltre a introdurre un nuovo ente territoriale, le città metropolitane,
modifica i rapporti fra Stato ed enti locali in senso federalista. |
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Le
Regioni a Statuto speciale hanno maggiori poteri e sono state
istituite fra il 1946 e il 1948 (Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta
e Trentino-Alto Adige). La Regione Friuli-Venezia Giulia è
stata invece istituita solo nel 1963. L'istituzione delle Regioni
Sicilia e Sardegna ha avuto lo scopo di scoraggiare movimenti politici
che volevano la separazione di queste isole dallo Stato. Per le altre
il motivo è stato la forte presenza di minoranze etniche e
linguistiche non italiane (ladine, slovene, tedesche, francesi). Oltre
che attraverso la realizzazione di Regioni a Statuto speciale, le
minoranze sono tutelate direttamente dalla Costituzione all'art.6,
in cui si dice che "la Repubblica tutela con apposite norme le
minoranze linguistiche". |
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Le
Regioni a Statuto ordinario sono 15 e sono state istituite
solo nel 1970 (dopo che fu emanata la legge necessaria per procedere
alle elezioni del Consiglio regionale), poiché furono molto
osteggiate sia dai Governi sia dall'apparato burocratico dello Stato. |
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Le
Regioni sono dotate infatti di un potere più ampio di
quello dei Comuni e delle Province: oltre ai regolamenti
possono emanare leggi che valgono nella Regione come una legge dello
Stato. Le leggi regionali sono decise
a maggioranza dal Consiglio regionale, che è formato da persone
elette dai cittadini (è quindi un organo di democrazia
rappresentativa). |
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Il
Consiglio regionale elegge a sua volta una Giunta che
costituisce il governo della Regione e che è guidata da un
Presidente. Le elezioni amministrative permettono ai cittadini di
determinare governi regionali diversi da quello centrale dello Stato
e che quindi possono attuare indirizzi politici differenti. |
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Ma
la vera autonomia si attua solo se si hanno risorse economiche da
spendere, e su questo punto le Regioni a Statuto ordinario hanno avuto
dal momento della loro istituzione poco spazio di manovra. Infatti
i tributi regionali davano un gettito molto
modesto e in pratica le Regioni dipendevano completamente dallo Stato.
Dal 1998 è stata istituita l'IRAP (Imposta Regionale sulle
Attività Produttive) e dal 2000 ogni Regione effettua direttamente
le varie fasi per la verifica delle dichiarazioni fatte dai contribuenti
e la riscossione dei tributi. |
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