I
regolamenti statali e locali vengono
chiamati fonti secondarie
e questo significa che non debbono essere in contrasto né con
la Costituzione né con le leggi e gli atti aventi valore di
legge (decreto legge e legislativo). Il motivo di questa loro minore
importanza nella gerarchia delle fonti dipende dal fatto che non vengono
né prodotti né autorizzati dal Parlamento.
Da
pochi anni è stato introdotto un nuovo tipo di regolamento:
quello delegato. Il Governo viene autorizzato dal Parlamento
a emanare norme su determinate materie attraverso un regolamento.
Alla sua entrata in vigore, tutte le leggi precedenti su quel
tema vengono abrogate. Se successivamente lo si vorrà modificare,
sarà sufficiente che il Governo produca un nuovo regolamento.
Lo
scopo di questo provvedimento è di togliere al Parlamento l'onere
di produrre leggi su temi particolari o che riguardano fasce ristrette
di cittadini, lasciandogli così più spazio per le questioni
generali (delegificazione).
Vi
sono infine alcuni argomenti che la Costituzione trova così
importanti da riservarli esclusivamente alla legge: su queste materie
non sarà possibile produrre regolamenti e si dice che vi è
una "riserva di legge".