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I regolamenti statali e locali
I regolamenti statali e locali vengono chiamati fonti secondarie e questo significa che non debbono essere in contrasto né con la Costituzione né con le leggi e gli atti aventi valore di legge (decreto legge e legislativo). Il motivo di questa loro minore importanza nella gerarchia delle fonti dipende dal fatto che non vengono né prodotti né autorizzati dal Parlamento.
I Regolamenti vengono emanati:

  dal Governo e dai Ministri;  
dagli enti pubblici territoriali (Regioni, Province, Comuni).
Un esempio di Regolamento che potresti trovare interessante è quello relativo agli esami di Stato; vai al sito
www.istruzione.it
Da pochi anni è stato introdotto un nuovo tipo di regolamento: quello delegato. Il Governo viene autorizzato dal Parlamento a emanare norme su determinate materie attraverso un regolamento. Alla sua entrata in vigore, tutte le leggi precedenti su quel tema vengono abrogate. Se successivamente lo si vorrà modificare, sarà sufficiente che il Governo produca un nuovo regolamento.
Lo scopo di questo provvedimento è di togliere al Parlamento l'onere di produrre leggi su temi particolari o che riguardano fasce ristrette di cittadini, lasciandogli così più spazio per le questioni generali (delegificazione).
Vi sono infine alcuni argomenti che la Costituzione trova così importanti da riservarli esclusivamente alla legge: su queste materie non sarà possibile produrre regolamenti e si dice che vi è una "riserva di legge".