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L'istruzione
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Art.
33 - "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è
l'insegnamento [...]" |
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Art.
34 - "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore,
impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere
i gradi più alti degli studi [...]" |
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La
scuola è importante per la società, non solo per le
informazioni che fa apprendere, ma anche per la capacità di
riflessione e di critica che fornisce agli studenti. Durante il fascismo
fu data grande attenzione al contenuto di quanto si insegnava (come
avviene in ogni Stato totalitario): gli
insegnanti non potevano esprimere alcun dubbio o critica al regime,
pena la prigione. Nei libri di testo, a partire da quelli delle elementari,
si esaltavano le azioni del fascismo e si manifestava disprezzo per
le idee liberali e socialiste. Tra le materie scolastiche fu inserita
una nuova materia, la mistica fascista, che doveva insegnare i punti
forti del pensiero e della storia del movimento fascista. |
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Proprio
per non correre il rischio di ritornare a un insegnamento che si proponga
soltanto il sostegno del gruppo al potere, l'art.33
della Costituzione afferma al suo primo comma: "L'arte e la scienza
sono libere e libero ne è l'insegnamento". Per
quanto riguarda l'organizzazione della scuola, all'origine dello Stato
italiano il livello di analfabetismo era elevatissimo rispetto alla
situazione di altri Paesi europei: vedi in proposito questa tabella
di confronto. |
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Ecco
come nella storia del Paese si sono succedute le modifiche
alla struttura della formazione scolastica. |
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Quando
fu formulato l'art.34 si
pensò di affermare che l'istruzione e l'educazione sono un
diritto per i cittadini; poi, però, si considerò di
maggior valore affermare il principio dell'istruzione di base (almeno
8 anni) obbligatoria e gratuita per tutti. |
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Questo
principio si basa sull'idea che un'istruzione iniziale uguale permetterà
di mettere alla prova le capacità di tutti gli alunni, qualsiasi
sia la loro condizione economica; continuare la scuola è un
diritto, ma solo per i capaci e meritevoli. Lo Stato dovrà
investire risorse per garantire questo diritto ai ragazzi meritevoli
che non hanno i mezzi per poter continuare gli studi. |
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Tutti
e due questi principi sono aspetti dell'applicazione del secondo comma
dell'art.3, vale a dire dell'impegno per lo
Stato di realizzare un'uguaglianza sostanziale fra i cittadini. Rimane
aperto il problema dei programmi scolastici e del loro adeguamento
a una realtà che cambia in modo rapidissimo. Ricercando questo
sito su Internet potrai sapere qualcosa di più sulla
riforma della scuola media superiore.
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