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I sistemi elettorali
   

Se confrontiamo il sistema elettorale italiano con quello di altri importanti Stati europei come Inghilterra, Francia, Germania, ci rendiamo conto che questi Paesi hanno scelto sistemi uno diverso dall'altro.

Le differenze principali tra i sistemi riguardano:

Il numero di candidati che si eleggono in ogni collegio

Se si elegge un solo candidato, il collegio si dice uninominale; se si eleggono più candidati, il collegio si dice plurinominale.
        Il meccanismo con cui si trasformano i voti in seggi

Così nel collegio uninominale il seggio viene "vinto" dal candidato che ha avuto il numero maggiore di voti e, di conseguenza, tutti gli altri "perdono" (metodo maggioritario).

Nel collegio plurinominale i seggi sono assegnati a vari candidati in proporzione ai voti che hanno ottenuto (metodo proporzionale).

       

Pregi e difetti

Il collegio uninominale con metodo maggioritario riduce il numero dei partiti presenti in Parlamento e rende perciò più stabile la vita dei Governi. I gruppi politici piccoli, però, rimangono senza rappresentanza.

Il collegio plurinominale permette la rappresentanza anche di piccoli gruppi di cittadini; l'utilizzo di questo metodo produce come conseguenza, però, un alto numero di partiti in Parlamento e l'instabilità dei Governi.

Infatti nessun partito anche se molto votato potrà governare da solo; perciò dovrà formare Governi insieme ad altri partiti con cui spesso non andrà d'accordo.