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Lo Stato socialista
Lo Stato socialista non ha come obiettivo principale la libertà individuale bensì l'uguaglianza economico-sociale dei cittadini.
Le sue caratteristiche fondamentali sono:
la proprietà dei mezzi di produzione (fabbriche, macchinari, terreni, capitali in generale) è attribuita allo Stato;
    è lo Stato che, attraverso la pianificazione centrale, decide: che cosa, quanto, dove, come produrre.    
Le idee socialiste hanno la loro origine nel pensiero di Karl Marx e per questo vengono anche chiamate marxiste; sono state messe in pratica per la prima volta nell'ex Unione Sovietica in seguito alla rivoluzione verificatasi nel 1917.
Il modello di Stato socialista si è poi diffuso in diversi Paesi dell'Europa orientale, dell'Asia e dell'Africa. In questi Stati formalmente il popolo ha la sovranità, in quanto è chiamato a scegliere i suoi rappresentanti nei vari organismi locali e nazionali; in realtà l'unico vero titolare del potere è il Partito comunista (unico partito ammesso).
Lo Stato socialista si è configurato, perciò, come Stato totalitario.
Dopo il 1989 quasi tutti gli Stati dell'Europa dell'est hanno rapidamente abbandonato il modello socialista: attualmente il più importante Stato socialista è la Cina, che peraltro, mentre da un lato continua a negare le libertà civili ai cittadini, dal punto di vista economico sta aprendosi all'iniziativa economica privata.