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Con
il primo comma dell'art.
3 è stato riaffermato il principio tipico delle prime
Costituzioni: non c'è differenza nella posizione dei cittadini
rispetto alla legge. Questo principio, che ci sembra oggi così
ovvio, è stato conquistato grazie alle prime rivoluzioni
liberali, combattute in Europa nel XVIII secolo contro i privilegi
sociali ed economici che i nobili e il clero facevano valere sugli
altri cittadini. Ma i diritti conquistati e garantiti nelle
Costituzioni possono essere persi se
prende il potere una forza politica illiberale.
Quando è stata emanata la Costituzione italiana, il nostro
Paese era appena uscito dall'esperienza di vent'anni di fascismo
e di negazione del principio di eguaglianza. In particolare il fascismo
aveva agito in questa prospettiva sulle seguenti tematiche:
- religione: con le leggi per la difesa
della razza del 1938 aveva discriminato i cittadini ebrei in
tantissimi campi: dalla scuola, al lavoro, al matrimonio;
- lingua: le minoranze presenti nel Paese erano state costrette
a italianizzare i nomi propri e quelli dei luoghi in cui da secoli
vivevano, obbligate all'uso dell'italiano in ogni occasione
pubblica, anche se, come per le minoranze ladine e tedesche dell'Alto
Adige (annesse dopo la Prima guerra mondiale), non lo conoscevano
proprio;
- sesso: le donne erano oggetto di discriminazione giuridica già
nello Stato liberale: non avevano il diritto di voto, erano soggette
in ogni modo alle decisioni del marito, erano pagate meno degli
uomini a parità di lavoro, non potevano svolgere determinate
funzioni, come quella di magistrato, perché ritenute "psicologicamente"
inadatte. Il fascismo continuò a discriminarle e rafforzò
questa loro posizione marginale nella famiglia e nella società
attraverso la propaganda, sostenendo che il ruolo cruciale
della donna era quello di generare tanti "figli per la patria";
- opinioni politiche: tutti quelli che si opponevano al fascismo
erano sottoposti a persecuzioni che ad alcuni causarono la morte,
ad altri costarono anni di carcere e di confino o la necessità
di lasciare la famiglia per fuggire all'estero.
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