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Aggiornamenti

Regime IVA applicabile alle operazioni di commercio elettronico diretto

Lidia Sorrentino

NovitÓ in materia di compravendite on line

L’Unione europea ha approvato una Direttiva riguardante le compravendite on line, che gli Stati membri dovranno recepire nel proprio ordinamento giuridico entro il 1° luglio 2003. Le nuove norme rimarranno in vigore per tre anni fino al 30 giugno 2006, a meno che non siano ulteriormente prorogate, oltre tale termine, mediante apposita delibera approvata all’unanimità.

La Direttiva regolamenta il cosiddetto commercio elettronico diretto. Con tale espressione s’intendono le compravendite di beni digitali (o beni virtuali) — ossia i beni che non necessitano di supporti fisici per essere movimentati, in quanto, dopo essere stati scomposti in "bit", possono viaggiare attraverso linee telefoniche, essere immagazzinati e poi ricomposti nella memoria di computer — nonché le prestazioni di servizi direttamente utilizzabili in rete; in breve, le cessioni di beni e servizi per le quali l’ordine, la consegna e il pagamento si effettuano con modalità elettroniche, e l’operazione si conclude interamente via Internet. Al contrario, il commercio elettronico indiretto ha per oggetto le transazioni di beni materiali, ossia di prodotti tangibili dotati di consistenza fisica, che vanno movimentati attraverso i tradizionali canali logistici (corrieri, poste, ferrovia ecc.).

Ai fini IVA, viene effettuata una distinzione tra le operazioni di commercio elettronico diretto e quelle di commercio elettronico indiretto: le prime sono considerate prestazioni di servizi, mentre le seconde sono assimilate alle vendite di beni per corrispondenza.

Le operazioni interessate dalla nuova Direttiva comunitaria — che possono consistere sia in scambi on line effettuati tra sole imprese (B2B, business to business), sia in scambi tra imprese e consumatori finali (B2C, business to consumer) — sono le seguenti:

  • progettazione e manutenzione di siti Internet;
  • servizi di web hosting;
  • fornitura e aggiornamento di programmi software;
  • cessione di brani musicali, immagini, filmati, videogiochi, libri successivamente stampabili (libri elettronici);
  • trasmissione on line di avvenimenti politici, culturali, sportivi, scientifici e di spettacoli;
  • erogazione di pacchetti di aggiornamento preconfezionati e di supporti didattici vari per la formazione a distanza del personale (cosiddetto e-learning);
  • accesso e consultazione di banche dati.

Sono esclusi dal campo di applicazione della nuova normativa i servizi relativi alla radio e alla televisione (già disciplinati dalla VI direttiva comunitaria), nonché le operazioni on line effettuate a titolo gratuito (come l’accesso libero a Internet offerto da numerosi provider).

Sotto il profilo fiscale, la nuova Direttiva dispone che per le operazioni di commercio elettronico diretto il luogo di tassazione coincide con quello in cui il bene o il servizio viene concretamente consumato, vale a dire con il luogo in cui si trova la sede dell’impresa o la residenza del cittadino privato acquirente.
Le predette operazioni sono soggette a differenti regimi IVA a seconda del luogo in cui il prestatore e il committente hanno la propria sede o residenza (Paese Ue, Paese extra Ue), nonché dello status giuridico del committente (impresa, consumatore privato), come riepilogato nella tabella sottostante. L’IVA si applica in base all’aliquota normale in vigore nello Stato Ue in cui il bene o il servizio viene consumato (20% in Italia, 16% in Germania, 21% in Belgio ecc.).

Sede del prestatore

Committente

Regime IVA dell’operazione


Adempimenti

Sede / residenza

Status giuridico

Paese Ue

Paese Ue

Impresa

Imponibile nel Paese del committente

Il prestatore emette fattura senza addebito dell’imposta; il committente deve autofatturarsi

Paese Ue

Paese Ue

Consumatore privato

Imponibile nel Paese del prestatore

Il prestatore deve rilasciare al committente una fattura con addebito dell’IVA

Paese Ue

Paese extra Ue

Impresa / consumatore privato

Non imponibile in ambito Ue

Il prestatore deve emettere una fattura fuori campo IVA

Paese extra Ue

Paese Ue

Impresa

Imponibile nel Paese del committente

Il prestatore emette fattura senza addebito dell’imposta; il committente deve autofatturarsi

Paese extra Ue

Paese Ue

Consumatore privato

Imponibile nel Paese del committente

Il prestatore deve emettere fattura assoggettando a IVA la cessione

Gli operatori di Paesi extra Ue (o Paesi terzi) che effettuano transazioni di commercio elettronico diretto con consumatori privati comunitari sono obbligati a registrarsi presso lo Stato Ue di residenza dell’acquirente al fine di adempiere agli obblighi connessi all’applicazione e alla liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto.



(6 giugno 2002)
 


* NovitÓ in materia di compravendite on line

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