TECNOLOGIE DELL'INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE

Premessa

La disciplina Tecnologie dell'informazione e della comunicazione viene introdotta nell'area di equivalenza del primo biennio degli Istituti Professionali nel contesto della sperimentazione "Progetto 2002", di cui al D.M. Prot. N. 11971/C/I/G del 30 luglio 1997. L'ipotesi di sperimentazione interessa contemporaneamente e unitariamente - e per la prima volta nella storia della nostra scuola - le istruzioni classica, tecnica, professionale e artistica e coinvolge circa 160 istituti superiori di ogni ordine, tra cui 80 istituti professionali.
Con tale ipotesi, nel quadro della istituenda autonomia e nella prospettiva del riordino dei cicli scolastici, si intende "sviluppare e tradurre operativamente, in un nuovo assetto organizzativo e curricolare del biennio, una concezione che vede nella scuola non solo la sede privilegiata per l'acquisizione di adeguati livelli di conoscenze e di competenze individuali, ma anche, in senso più generale, il fattore primario della crescita culturale, civile, sociale ed economica e il mezzo fondamentale per la prevenzione e la riduzione del disagio e delle diseguaglianze".
L'ipotesi sperimentale prevede l'istituzione di tre aree di attività formative, l'area di equivalenza, l'area di integrazione, l'area di indirizzo.
Nell'area di equivalenza figurano le seguenti discipline: Lingua italiana, Elementi di letteratura e di storia delle arti (per la sola istruzione classica), Storia, Lingua straniera, Diritto ed Economia, Matematica, Scienze della terra e Biologia, Tecnologie della informazione e della comunicazione (Linguaggi non verbali e multimediali per l'Istruzione classica), Religione o attività alternative, Educazione fisica.
Per quanto riguarda l'istruzione professionale, la nuova disciplina Tecnologie della informazione e della comunicazione "è costituita di 99 ore annue di cui 33 in compresenza tra tutte le altre discipline in quanto - specialmente in una prima attuazione del 'Programma di sviluppo della multimedialità nella scuola' - il clima operativo con un collega esperto favorisce l'apertura alle nuove tecnologie e permette il sorgere negli insegnanti di una sensibilità e cultura della multimedialità rendendoli capaci di captare le nuove opportunità nella attività didattica quotidiana"

1. Configurazione della disciplina

1.1 Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione rientrano nell'area dell'equivalenza a fianco di discipline di base in una dimensione di trasversalità; non possono configurarsi come una disciplina in senso stretto, una materia intesa nel senso comune, bensì come un'area "ad ampio spettro" in cui possano confluire diversi apporti culturali funzionali ad una comune azione normativa, quella di sviluppare una cultura della tecnologia attraverso un uso consapevole dei suoi strumenti:

1.2 Il docente delle Tecnologie dell'informazione e della comunicazione deve possedere una cultura tecnologica e competenze specifiche nell'ambito multimediale e saper utilizzare gli strumenti propri della disciplina, in particolare quelli informatici, nella consapevolezza delle implicazioni che si hanno per lo sviluppo cognitivo e per le relazioni interpersonali.
Deve altresì svolgere una funzione di promozione e di coordinamento perché le macchine vengano utilizzate al meglio delle proprie potenzialità per migliorare sia i processi di apprendimento sia quelli su cui si veicola la comunicazione.
I suoi compiti sono:

2. Finalità dell'insegnamento

Il docente dovrà:

3. Obiettivi di apprendimento

Alla fine del biennio gli studenti dovranno:

4. Suggerimenti metodologici

Il docente di Tecnologie dell'informazione e della comunicazione:

Tutti gli insegnanti coinvolti concordano lo sviluppo modulare, gli obiettivi specifici e le compresenze necessarie all'interno dell'area di Tecnologie dell'informazione e della comunicazione. L'attività didattica sarà organizzata anche e soprattutto suddividendo la classe in gruppi, ai quali saranno affidati compiti pratici, da svolgersi in situazioni di laboratorio, nello spirito dell'imparare e della condivisione di conoscenze e strategie, in modo tale che gli alunni possano sentirsi protagonisti del loro apprendimento.

5. Sviluppo modulare

Ciascun istituto professionale è responsabile della programmazione educativa e didattica e, quindi, dell'organizzazione modulare dell'area Tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Tuttavia, si danno le seguenti indicazioni:

Modulo 0. Cenni sulla struttura degli strumenti multimediali che si intendono utilizzare per lo sviluppo del progetto.

L'informazione come risorsa, la sua rappresentazione e la sua gestione

La comunicazione

Dal testo all'ipertesto

Organizzazione, consultazione e produzione di banche dati

6. Organizzazione didattica

Sulla base delle linee progettuali adottate dal Consiglio di classe per le Tecnologie dell'informazione e della comunicazione, e in funzione della natura, delle finalità e degli obiettivi dei diversi moduli, può prevedersi - in ordine al criterio della flessibilità didattica - un'alternanza nella titolarità della disciplina e nella conduzione delle attività, purché il docente abbia le competenze richieste indicate nel punto 1.2. Il preside procederà alla formalizzazione della nomina.
Nell'ipotesi sperimentale l'area di equivalenza può oscillare tra le 20 e le 23 ore medie settimanali. Il modello sperimentale proposto dalla DGIP è di 21 ore, nell'ambito delle quali sono previste per le Tecnologie dell'informazione e della comunicazione 3 ore settimanali equivalenti a un monte ore annuo di 99 ore, delle quali almeno un terzo è destinato alla co-docenza.
Si ritiene necessario che il docente di matematica svolga la sua attività didattica dando gli opportuni spazi ai fondamenti di logica, al concetto di algoritmo e di linguaggio di programmazione, all'uso del computer come strumento di calcolo. Nell'ambito delle scelte organizzative e didattiche adottate dal singolo istituto professionale e dalle risorse umane disponibili, l'istituto stesso può modificare il modello proposto dalla DGIP, in ordine alle indicazioni relative all'autonomia organizzativa e didattica richiamate dal decreto istitutivo della sperimentazione e dal documento base allegato. Le attività formative si svolgeranno prevalentemente nell'aula multimediale polifunzionale, potendosi sviluppare in essa tutta la parte pratica inerente i moduli dell'area di progetto svolti nell'ambito curriculare e/o delle Tecnologie dell'informazione e della comunicazione.