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La capacità giuridica e la capacità di agire

La legge italiana riconosce a ogni persona che nasce la qualità di soggetto di diritto, e riconosce quindi la capacità di possedere diritti e doveri. Questa caratteristica viene chiamata in linguaggio tecnico capacità giuridica e fa sì che, per esempio, anche un minorenne possa ereditare e acquistare il diritto di proprietà su una casa o possa negare a terzi l'utilizzo della propria immagine in una pubblicità. D'altra parte si ritiene che un minorenne sia troppo giovane per esercitare bene questi diritti e che potrebbe fare grossi errori nell'assumersi dei doveri: perciò l'ordinamento giuridico lo autorizza a metterli in pratica (capacità di agire) soltanto al raggiungimento della maggiore età.

Lo Stato vuole difendere chi potrebbe essere danneggiato dalla propria inesperienza, e questa difesa la svolge non solo a favore dei minorenni, ma anche degli adulti che per vari motivi (malattie mentali, gravi handicap ecc.)  potrebbero non avere la capacità di prendere decisioni consapevoli. Questi adulti vengono chiamati incapaci e, a seconda della gravità della loro situazione, possono essere dichiarati interdetti a compiere qualsiasi attività di gestione dei propri diritti e doveri oppure inabilitati a prendere solo le decisioni più importanti. Possono inoltre essere sottoposti ad amministrazione di sostegno, per mezzo di un provvedimento del giudice che indica quali attività può svolgere il soggetto e quali devono essere svolte dall'amministratore di sostegno.

Ma che cosa succede della casa ereditata dal minorenne?

Fino a che il ragazzo non raggiunge i 18 anni non potrà essere affitata o venduta?

Per ogni  persona incapace di agire viene nominato un altro individuo che sia invece pienamente capace e che gestisca nel suo interesse i diritti patrimoniali. Per il minore saranno i genitori, per gli adulti incapaci saranno invece persone possibilmente legate da vincoli di parentela.