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Educazione alla relazione e all'affettività
Sentimenti ed emozioni
L'adolescenza è caratterizzata da un turbinio di sensazioni che dominano i nostri comportamenti. Spesso, quando proviamo a relazionarci con qualcuno, non riusciamo a farci capire ed inevitabilmente ci scontriamo. Ma perché accade tutto ciò? Perché all'improvviso nessuno ci capisce più? Perché i rapporti con gli altri sono divenuti così complessi?
Il problema sta nel fatto che stiamo crescendo, inevitabilmente stiamo cambiando, e quindi dobbiamo capire ciò che ci sta succedendo per poi imparare a gestire tali sensazioni ed emozioni.
L'emozione è normalmente scatenata da un evento esterno che determina una reazione nel nostro corpo, come ad esempio l'accelerare del battito cardiaco, il sudore alle mani, o la mancanza di respiro.
Spesso accade che non sappiamo gestire queste reazioni perché non siamo abituati ad ascoltare le nostre emozioni oppure le reprimiamo per paura di essere giudicati deboli. In questi frangenti, spesso, ci sentiamo inadeguati e spiazzati.
Si parla di analfabetismo emotivo per intendere la mancanza di consapevolezza e di controllo delle proprie emozioni e dei comportamenti ad esse connessi, ovvero la mancanza di consapevolezza delle ragioni per le quali ci si sente in un certo modo, cui fa seguito l'incapacità a relazionarsi con le emozioni altrui.
La miglior cosa da fare è trovare il modo di non fuggire da tutto questo, ma cercare di ascoltarci e conoscerci, per poi riuscire a comprenderci e accettarci. Se riusciamo a fare tutto questo il nostro rapporto con il mondo esterno, e soprattutto con le persone che quotidianamente frequentiamo, subirà una svolta in senso positivo, poiché sentendoci sicuri di noi stessi avremo il coraggio di mostrare quello che veramente siamo, senza il timore di non essere accettati e senza temere giudizi.
Le emozioni, infatti, fanno parte di noi e ciascuna di esse ha una specifica funzione. Pensiamo alla paura, che ci appare istintivamente come una sensazione sgradevole da rifuggire. Ebbene, la paura è in realtà quell'emozione che ci invita a stare in allerta e che ci suggerisce di fare attenzione nelle situazioni di pericolo. Comprendere quali sono le situazioni nelle quali si prova questa emozione e dar loro la giusta importanza significa mantenere la vera funzione della paura ed evitare che prendano il sopravvento situazioni di eccesso che potrebbero sfociare in vere e proprie fobie.
L'adolescenza è il momento migliore per cominciare di scoprire a fondo noi stessi. In questa età incominciamo a porci precise domande circa la nostra identità, soprattutto quella sessuale, dato che desideriamo di esser considerati attraenti, proviamo gioia quando riceviamo un complimento o ci accorgiamo di essere osservati nel nostro aspetto esteriore. Per noi ora è tutto nuovo, il nostro corpo ha subito notevoli cambiamenti e ci manda continuamente messaggi che non sempre riusciamo a comprendere e gestire. Ma sappiamo perché ai maschi cresce la barba e la muscolatura si tornisce, mentre alle femmine si arrotondano i fianchi e il seno cresce?
Oltre a modificare il nostro rapporto con gli altri, stiamo subendo anche sostanziali modificazioni al fisiche che ci porteranno ad essere uomini e donne e non più bambini e bambine.
L'apparato riproduttivo maschile
L'apparato genitale maschile è composto da:
le gonadi, cioè i testicoli, che svolgono la funzione di produrre gli spermatozoi;
le vie spermatiche (tubuli retti, rete testis, epididimo, dotto deferente, condotti eiaculatori e uretra), con la funzione di trattenere gli spermatozoi fino al momento dell'eiaculazione;
altre ghiandole, come l'interstiziale del testicolo, le vescichette seminali, la prostata, le ghiandole di Cowper;
gli organi genitali esterni, quali la borsa scrotale (che contiene i testicoli) e il pene.
L'insieme di questi organi permette la produzione di sperma (il seme maschile), che potrà fecondare l'ovulo femminile attraverso il suo viaggio nell'apparato riproduttivo femminile.
Bisogna tener presente che tutte le funzioni dell'apparato riproduttivo sono dominate dal cervello, ovvero da una piccola ghiandola, sita nell'encefalo, che produce gli ormoni androgeni (c.d. gonadotropine) che stimolano i testicoli a produrre spermatozoi e permettono la loro maturazione.
L'apparato riproduttivo femminile
Compongono l'apparato genitale femminile:
le ovaie, cioè le ghiandole che producono gli ovuli; nel momento in cui l'ovulo matura scenderà lungo le tube e potrà essere fecondato dallo spermatozoo;
le tube di falloppio, due canali sottilissimi che hanno la funzione di far transitare l'ovulo e portarlo nell'utero. Normalmente l'ovulo viene fecondato lungo il primo tratto delle tube (c.d. "terzo distale"), poi scende lentamente per annidarsi nell'utero;
l' utero è un organo fatto a sacco e circondato da pareti muscolari, che ha la funzione di accogliere l'ovulo fecondato per farlo crescere proteggendo il feto fino al momento della nascita. Se l'ovulo non viene fecondato, le pareti uterine che nel frattempo si sono arricchite di sangue e sostanze nutrienti, si sfaldano dando luogo alla mestruazione;
la vagina è un canale costituito da una membrana muscolare che collega l'utero con la vulva. Esso permette al sangue mestruale di fuoriuscire e ha anche la funzione di accogliere il pene durante il rapporto sessuale;
la vulva è l'apertura posta all'estremità esterna della vagina.
Anche per le donne le funzioni dell'apparato riproduttivo sono pilotate dal cervello: l'ipofisi produce gli ormoni detti estrogeni, che permettono la maturazione e la discesa dell'ovulo.
Se l'uomo si può considerare sempre fertile, in quanto possiede sempre spermatozoi vitali, la donna invece è fertile solo ciclicamente: normalmente l'ovulo matura 14 o 15 giorni prima della successiva mestruazione. Quando uno spermatozoo riesce a penetrare il corpo luteo che circonda l'ovulo si ha la fecondazione e l'ovulo fecondato comincia la discesa per riuscire ad annidarsi saldamente nell'utero e proseguire la crescita, che viene definita gravidanza.
La contraccezione
Per evitare la fecondazione dell'ovulo, e quindi la gravidanza, esistono molti metodi detti contraccettivi. Alcuni di questi sono considerati naturali (coitus interruptus, metodo Billings, metodo Ogino-Knaus e quello della temperatura basale), altri meccanici a barriera (preservativo, diaframma, spirale), altri ancora chimici (pillola anticoncezionale), altri infine chirurgici (legatura delle tube e vasectomia).
È doveroso ricordare che spesso la scelta del metodo contraccettivo dipende da fattori culturali, morali e religiosi. A questo proposito infatti le principali religioni considerano la contraccezione in modi diversi. |
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