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Le modifiche alla Costituzione

La Costituzione è la legge fondamentale perché racchiude il patto fra i cittadini e lo Stato delineando i valori fondamentali della collettività che organizza.

Tendenzialmente, perciò, è destinata a durare nel tempo e la sua sostituzione integrale avviene soltanto in caso di completo cambiamento del tipo di Stato.

Ma proprio per poter essere efficace nel tempo, la Costituzione deve sapersi adeguare alle nuove esigenze e ai problemi che col passare degli anni si manifestano, così come deve saper modificare quelle sue parti organizzative che non hanno dato buona prova di sé.

Nasce perciò il problema delle modifiche e delle integrazioni alla Costituzione, che nel primo Novecento è stato risolto in base a queste considerazioni:

- con l'avvento dello Stato democratico, in Parlamento sono presenti tutte le forze della società con interessi diversi e talvolta contrastanti;

- per modificare la Costituzione la legge ordinaria non è adatta perché può essere approvata anche con maggioranze modeste; di conseguenza ogni nuovo Governo potrebbe voler modificare il patto costituzionale rendendolo qualcosa di parte.

Ecco dunque la necessità di modifiche realizzate in modo più complesso, frutto della ricerca della condivisione del maggior numero possibile di cittadini. Questi procedimenti rendono la Costituzione rigida.

Gli Stati hanno affrontato in vari modi l'aspetto tecnico di questo problema: vediamo brevemente alcune delle soluzioni che sono state adottate per poter meglio capire la soluzione prevista nella Costituzione italiana.

Approvazione in due successive votazioni, con un intervallo di tempo fra la prima e la seconda.
Obbligo di referendum dopo l'approvazione della modifica.  
Possibilità di referendum dopo l'approvazione da parte del Parlamento.
Approvazione con maggioranza di più della metà dei votanti (qualificata).
Modifiche effettuate con un organo apposito, l'Assemblea Costituente.

Se ora leggiamo la procedura definita dall'art.138, vediamo che sono state utilizzate insieme parecchie di queste modalità: la doppia approvazione, la maggioranza elevata, la possibilità del referendum per confermare la modifica.

Questa procedura dovrà essere seguita, oltre che per modificare la Costituzione, anche per:

- integrarla con nuove norme;

- produrre norme su argomenti che la Costituzione riserva alla legge costituzionale.