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L'operatore resto del mondo
È costituito dall'insieme di tutti quei Paesi con cui un determinato sistema economico intrattiene rapporti di scambio. Quando un sistema economico non ha rapporti con alcun altro Paese si dice che è un sistema chiuso.
Ai giorni nostri si può dire che tutti i sistemi sono aperti agli scambi, tanto che si parla di globalizzazione per indicare l'alto livello di scambi nel mondo, che rende il nostro pianeta quasi un unico grande mercato. Hanno contribuito a creare questa situazione: i trasporti sempre più rapidi, lo sviluppo delle comunicazioni, il processo di distensione nei rapporti politici internazionali.
I rapporti fra economie possono riguardare principalmente:
- il lavoro (emigrazione e immigrazione di lavoratori, qualificati e non);
- la costituzione di imprese all'estero o, al contrario, di imprese di proprietà straniera all'interno del Paese;
- la concessione all'estero o, l'ottenimento dall'estero, sia a  Stati sia a imprese straniere, di risparmio sotto forma di prestiti;
- la vendita all'estero e l'acquisto dall'estero di materie prime, prodotti naturali, beni e servizi in genere (esportazioni e importazioni).
   
Ogni Stato decide se adottare normative che favoriscono gli scambi oppure li limitano; se partecipare o meno a organizzazioni che favoriscono gli accordi fra i Paesi. L'insieme dei provvedimenti presi da uno Stato in proposito si chiama politica commerciale.

Teoricamente esistono due modelli possibili, l'uno l'opposto dell'altro, di politica commerciale.

Il primo modo ha come obiettivo di ostacolare gli scambi internazionali e si chiama protezionismo.

Quali strumenti utilizza il protezionismo?

Ecco i più tipici:

- far pagare un'imposta per tutte le merci acquistate all'estero, rendendole così più care rispetto alle equivalenti merci nazionali (dazi doganali);
- fissare un quantitativo massimo di merci che si può importare dall'estero in un dato periodo di tempo (contingenti di importazione).

All'opposto, adottando una politica di libero scambio, lo Stato elimina ogni barriera e limitazione ai rapporti con gli altri Paesi.

Nel periodo precedente alla Seconda guerra mondiale, tutti gli Stati più ricchi presero provvedimenti che restringevano il libero scambio; in Italia, poi, il regime fascista adottò normative che miravano a trasformare il nostro Paese in un sistema autarchico (vale a dire completamente chiuso con l'estero). Alla fine della guerra, al contrario, nacquero varie organizzazioni con lo scopo di favorire una politica di libero scambio. Nella realtà attuale, nessun Paese adotta completamente l'uno o l'altro modello, preferendo utilizzare politiche che sono una via di mezzo.
L'Italia, in particolare, dopo la sua adesione all'Unione europea, pratica verso gli altri Paesi membri una politica di libero scambio. Rispetto agli altri Paesi extra-comunitari, l'Unione europea adotta una politica comune di dazi doganali a cui l'Italia si adegua.