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Il risparmio
Ogni famiglia possiede un proprio reddito , cioè le risorse necessarie per soddisfare i propri bisogni (tramite il consumo) e da destinare al risparmio.

Il reddito non deriva solamente dallo svolgimento di un'attività lavorativa, e viene definito in modi diversi a seconda della fonte di provenienza:

•  la retribuzione del lavoro subordinato viene chiamata salario per il lavoro manuale, stipendio per il lavoro intellettuale;
•  la retribuzione dell'attività lavorativa autonoma viene chiamata onorario, o parcella;
•  la retribuzione dei terreni e dei fabbricati dati in affitto viene chiamata rendita;
•  la retribuzione del denaro concesso in prestito viene chiamata interesse;
•  la retribuzione dell'attività d'impresa viene chiamata profitto.

Il risparmio è la parte del reddito non consumato che viene destinata alla soddisfazione di bisogni futuri.
Ma perché le famiglie risparmiano? Perché non spendere subito tutto il reddito per comprare tutto ciò che si può desiderare. In realtà, ci sono diverse ragioni per non fare questo: si risparmia per garantire il futuro dei figli, per la gestione delle emergenze e degli imprevisti, per disporre di una somma di denaro che potrà integrare la pensione una volta che si cesserà l'attività lavorativa. Un altro motivo molto forte che spinge le famiglie a risparmiare è l'acquisto di una nuova casa.

La quantità di denaro risparmiata è collegata alla quantità di reddito posseduto e alla spesa per la soddisfazione dei bisogni: solo dopo aver soddisfatto i bisogni primari si può scegliere fra soddisfare i bisogni secondari o accantonare il reddito.

Con l'aumentare del reddito, le famiglie tendono ad aumentare la percentuale di reddito dedicata al risparmio.

Possiamo quindi parlare di una propensione al risparmio delle famiglie, determinata dal rapporto fra reddito disponibile e reddito risparmiato.
E' possibile in effetti pensare al risparmio come a un semplice accantonamento di denaro, ciò che nel linguaggio comune viene definito "mettere i soldi sotto il materasso". Di norma, tuttavia, le famiglie agiscono in modo diverso, utilizzano cioè il denaro in modo da ottenere in futuro una quantità di denaro maggiore di quella risparmiata.
Si parla di investimento finanziario quando il risparmio è utilizzato per produrre ulteriore reddito.
Investire i propri risparmi in Borsa significa comprare o vendere i cosiddetti strumenti finanziari:

•  i titoli di Stato sono prestiti che il risparmiatore fa allo Stato in cambio di un interesse;
•  le azioni di società sono documenti che certificano la partecipazione a un'impresa. Acquistare azioni significa quindi diventare soci della società di cui possediamo le azioni, condividendo con gli altri soci gli eventuali profitti;
•  le obbligazioni sono prestiti alle società per azioni, in cambio dei quali il risparmiatore riceve un interesse.