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Il sistema elettorale italiano

Entrambi i rami del Parlamento sono eletti con il sistema elettorale proporzionale, al quale vengono apportate alcune correzioni.

Per quanto riguarda la Camera dei Deputati, in ogni circoscrizione la scheda riporterà le liste dei candidati dei diversi partiti in un ordine prestabilito e l'elettore non potrà dare una preferenza. I seggi saranno ripartiti tra le liste in proporzione ai voti raccolti.

La legge prevede che un partito legato a una coalizione debba ottenere almeno il 2% dei voti per essere rappresentato alla Camera; un partito che corre da solo il 4%; una coalizione deve avere il voto combinato del 10%. Se un partito di coalizione non ottiene il quorum, i suoi voti non andranno dispersi, ma saranno aggiunti a quelli della sua alleanza.

La legge prevede che alla coalizione vincente siano assegnati, nel caso non li ottenga dalle urne, 340 seggi, cioè il 54% dei 630 seggi di Montecitorio.

Anche il Senato viene eletto con sistema proporzionale, ma questo viene calcolato su base regionale. Anche qui le liste dei partiti sono bloccate. Rispetto alla Camera cambiano gli sbarramenti e il calcolo del premio di maggioranza. Le soglie di sbarramento, calcolate regione per regione, sono del 20% per le coalizioni, dell'8% per i partiti non coalizzati e del 3% per quelli coalizzati. Il premio di maggioranza attribuisce alla coalizione vincente il 55% dei seggi assegnati alla Regione, per cui potranno esserci maggioranza diverse regione per regione.

Le liste indicano il «capo della forza politica». I partiti collegati in coalizione presentano un unico programma elettorale nel quale viene indicato il nome della persona «da loro indicata come capo della coalizione.

   

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