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Lo Statuto Albertino

Il Regno d'Italia era nato per incorporazione nel Regno di Sardegna degli altri territori italiani; di conseguenza l'ordinamento giuridico del vecchio Stato fu esteso a tutti gli italiani. La Costituzione del Regno di Sardegna era lo Statuto Albertino, concesso da Carlo Alberto nel 1848.

Che cosa prevedeva lo Statuto Albertino?

- Un breve elenco dei Diritti di libertà per i cittadini.
- Un Parlamento formato da due Camere: una eletta dai cittadini, quella dei Deputati, e una nominata dal Re, quella dei Senatori. Il diritto di voto era regolato da una legge elettorale che prevedeva l'esclusione di tutte le donne e anche dei maschi che non avessero un reddito elevato.
- Al Re veniva riconosciuto un ampio potere: era a capo del potere esecutivo e sceglieva i Ministri, che rispondevano del loro operato solo a lui. La giustizia era attuata in suo nome e le leggi, fatte dal Parlamento, non entravano in vigore se il Re non le approvava (diritto di sanzione). Questo potere così forte si spiega con il fatto che era stato il sovrano stesso a decidere il contenuto dello Statuto (Costituzione concessa).
- Non era previsto alcun intervento dello Stato a garanzia dei diritti sociali (istruzione, salute e lavoro).
Si trattava  di una Costituzione flessibile, perché poteva  essere modificata senza procedure speciali, con una semplice legge ordinaria.